Made in Italy, tutela della biodiversità, moda circolare: il bilancio di un'estate di lavoro

Made in Italy, tutela della biodiversità, moda circolare: il bilancio di un'estate di lavoro

Da luglio a oggi vi abbiamo raccontato molte cose, a volte senza svelare subito dove volevamo arrivare.

Ora che il ciclo di annunci si chiude e ci prepariamo a entrare nella stagione vera e propria dei capi autunno-inverno, ci sembra il momento giusto per tirare le somme: cosa abbiamo detto, perché, e cosa significa per voi che ci seguite.

Da luglio: costruire prima di vendere

Abbiamo cominciato l'estate raccontandovi che "qualcosa bolliva in pentola" da Lanaioli, senza svelare nulla: era l'inizio di un percorso pensato apposta per la bassa stagione, quando le vendite di capi invernali sono naturalmente ferme, ma c'è spazio per costruire qualcosa di più duraturo di una singola campagna promozionale.

Abbiamo scelto di usare quello spazio per raccontare i valori che stanno dietro ai capi Lanaioli, prima ancora dei capi stessi.

In questo periodo abbiamo affrontato temi che raramente un brand di abbigliamento sceglie di trattare per primi: quante volte indossiamo davvero un capo low cost prima di buttarlo, e perché un maglione più costoso può costare meno nel tempo; quanti vestiti compra e butta un italiano ogni anno, e cosa significano davvero i numeri dell'iperconsumo tessile in Europa.

Non erano articoli pensati per vendere un prodotto specifico, ma per costruire un pubblico che sceglie capendo perché, non solo cosa.

La stagione dei reveal: tre storie, una filosofia

A settembre abbiamo aperto tre settimane dedicate a svelare, una alla volta, le novità su cui stiamo costruendo la collezione autunno-inverno 2026/27.

Vi abbiamo raccontato la nostra azienda agricola di famiglia e, finalmente, il nome della razza che alleviamo: la Sopravvissana, un'antica pecora del Centro Italia che rischia l'estinzione, e perché tutelarla sia una scelta di biodiversità prima ancora che di prodotto.

Vi abbiamo presentato la partnership con Maeko Filati, che amplia la nostra gamma di fibre naturali con cotone biologico, canapa, lino, ortica himalayana e una mischia di yak e lana merino.

 E infine vi abbiamo raccontato Reverso, la collaborazione che ci permette di offrire cashmere rigenerato, dando una seconda vita a fibre pregiate invece di richiederne sempre di nuove.

Tre storie diverse, una sola filosofia: sapere sempre da dove viene un filato, prima di deciderne l'uso.

Moda circolare, non solo uno slogan

Uno dei fili conduttori di questa estate è stato mostrarvi che la moda circolare e la tutela della biodiversità non sono etichette da marketing, ma scelte concrete con conseguenze misurabili: i numeri di risparmio idrico ed energetico del cashmere rigenerato, i dati sulla popolazione della razza Sopravvissana, il confronto tra dove finisce il vostro denaro comprando un capo di fast fashion rispetto a un capo di filiera corta italiana.

Abbiamo cercato, ogni volta, di darvi i numeri invece delle affermazioni generiche, anche quando questo significava essere più cauti di quanto sarebbe stato comodo.

Cosa cambia da qui

Da ottobre entriamo nella "Stagione Lanaioli" vera e propria: meno racconto dietro le quinte, più prodotto. Vi mostreremo i capi realizzati con questi filati, gli abbinamenti pensati per l'autunno-inverno, e continueremo a raccontarvi gli artigiani italiani che li confezionano. I temi di questa estate — filiera corta, biodiversità, moda circolare, trasparenza economica — non spariscono: tornano ogni volta che c'è un motivo concreto per parlarne, e torneranno con forza nella stagione dei regali di fine anno, quando vi aiuteremo a scegliere doni che durano più di una stagione.

Grazie a chi ci ha seguito fin da luglio, articolo dopo articolo: la parte che viene ora — i capi, finalmente — è pensata anche per voi.