Lanaioli e Reverso: una nuova collaborazione per cashmere e filati rigenerati

Lanaioli e Reverso: una nuova collaborazione per cashmere e filati rigenerati

È ufficiale: dopo avervi raccontato la partnership con Maeko Filati per le fibre naturali e il nostro allevamento di pecore Sopravissana in Lazio, oggi vi presentiamo il terzo tassello della filiera che stiamo costruendo per la collezione autunno-inverno 2026/27. Lanaioli avvia una collaborazione con Re.Verso™, la filiera italiana del recupero e della rigenerazione di cashmere e altre fibre pregiate: i filati ci arrivano attraverso il nostro partner Filpucci di Campi Bisenzio (FI).

Perché il cashmere rigenerato

Chi ci segue da tempo sa che il nostro progetto di filiera corta della lana merino nasce da un problema molto concreto: in Italia la lana da tosatura ha perso quasi tutto il suo valore economico, al punto da essere spesso considerata uno scarto costoso da smaltire invece che una risorsa. Con Re.Verso affrontiamo un problema parallelo, ma opposto: non lana che nessuno vuole raccogliere, ma cashmere e altre fibre pregiate che rischiano di diventare rifiuto.

Invece di lasciare che queste fibre finiscano in discarica, la filiera Re.Verso le recupera, le seleziona per colore e composizione, e le trasforma in nuovi filati di cashmere rigenerato, pronti per essere lavorati a maglia, con certificazione GRS e tracciabilità del prodotto. Non è un sottoprodotto di serie B: è cashmere vero, che comincia una seconda vita, con le stesse caratteristiche di morbidezza e calore che ci si aspetta da questa fibra.

Per un piccolo brand come il nostro, lavorare con partner che condividono la stessa attenzione alla tracciabilità della materia prima non è scontato: significa poter raccontare con onestà da dove viene ogni filo, invece di limitarsi a scrivere "sostenibile" su un'etichetta.

Un terzo pilastro, la stessa filosofia

Con questa partnership, la nostra proposta di maglieria sostenibile si costruisce ora su tre pilastri distinti ma coerenti fra loro: la lana merino a filiera corta, ottenuta da allevamenti del Centro Italia (incluso il nostro), le fibre naturali pregiate sviluppate con Maeko Filati (cotone biologico, canapa, lino, ortica himalayana, yak), e ora i filati rigenerati Re.Verso, che ci permettono di offrire capi in cashmere senza richiedere nuova fibra vergine.

Sono strade diverse per arrivare allo stesso posto: ridurre l'impatto ambientale della maglieria che produciamo, senza mai scendere a compromessi sulla qualità del capo finito. Che si tratti di allevare noi stessi una razza ovina a rischio di estinzione o di dare una seconda vita al cashmere, il principio di fondo resta lo stesso: comprare meno, scegliere meglio, e sapere sempre da dove viene ciò che si indossa.

Cosa vi racconteremo nei prossimi giorni

Questa settimana dedichiamo altri due articoli a questa nuova collaborazione. Mercoledì entriamo nel dettaglio del processo produttivo: come si passa, concretamente, dal cashmere recuperato a un filato rigenerato pronto per essere lavorato. Venerdì invece parliamo di numeri: quanta acqua, energia e emissioni di CO2 si risparmiano davvero scegliendo un filato rigenerato invece che vergine, e perché il problema dei rifiuti tessili non è solo una questione locale, ma riguarda intere economie, spesso lontane dai riflettori dei paesi che quei vestiti li hanno prodotti e scartati.

Per ora, benvenuta nella nostra filiera, Re.Verso: un'altra tappa nel percorso che stiamo costruendo un filato alla volta. Scopri come nasce il nostro cashmere rigenerato.